Type to search

Zaha Hadid: Un architetto visionario – astrazione creativa e razionalità

biografie

Zaha Hadid: Un architetto visionario – astrazione creativa e razionalità

Share

Zaha Hadid é la prima donna Archistar (Bagdad 1950) che è capace di muoversi in tutti i campi della creatività contemporanea in un’incredibile mix tra ricerca,design,progetto,comunicazione. Il suo modo di lavoro è decisamente innovativo e la sua firma stilistica sicuramente distinguibile. Hadid passa con simplicità dal design del gioiello a progetti di edifici, ai masterplan,alla moda,alla comunicazione. Il suo ufficio é una vera officina culturale contemporanea. Poco prima della sua morte avvenuta prematuramente lo studio aveva progetti in più continenti ed in diversi settori. Sorprendentemente l’architetto Zaha Hadid approda al mondo del design e del disegno architettonico dal mondo delle scienze. Il suo primo titolo di studio é infatti la laurea in Matematica. Sono proprio queste conoscenze che le assicurano la possibilità di liberare la fantasia creativa e di disegnare volumi e forme che le porteranno fama mondiale. Ma l’attitudine alla forme ai volumi e al calcolo matematico non sono le uniche peculiarità dell’Archistar. Sin da quando è studente alla “Architecture association school di Londra” il confronto con intellettuali del 900 la porteranno a sviluppare un personale percorso di ricerca e a rompere la visione tradizionale dell’architettura in favore di una visione non convenzionale e innovativa. Lo farà attraverso la sua passione per le arti figurative,in modo particolare per l’astrattismo. Uno dei suoi punti di riferimento é il pittore Malevic. La dimensione bidimensionali della pittura prenderà forma in nuove visioni spaziali che l’architetto rappresenterà in grandi tele,dove colorati segmenti astratti si muovono in spazi,nei quali il sistema di coordinate cartesiane non ha più valore. L’insieme delle esperienze grafico pittoriche dell’astrattismo e le conoscenze scientifiche a sostegno dei suoi sogni si sono combinati in una miscela che ha ben funzionato. Rappresentativo di questo è ad esempio l’Aquatic center di Londra,per realizzare il quale lo studio si serve di nuovi algoritmi (architettura digitale) per poter realizzare una copertura,che nel suo movimento ricordi la sinuosità di un’onda del mare. A dare risalto internazionale sono comunque alcune opere:stazione dei Vigili del Fuoco del Vitra Campus,costruita nel 1993 in Germania,il centro per l’arte di Cincinnati, il Maxi di Roma. Caratteristica fondamentale del lavoro di Hadid é quello di stupire,di affascinare gli astanti creando in loro emozioni e spesso piacere semplicemente nello stare negli spazi creati. E’quanto accade ad esempio nel Maxxi di Roma,dove il Sabato mattina si incontrano giovani nella piazza antistante l’ingresso al museo.
Zaha Hadid è la prima donna architetto a vincere il prestigioso premio Pritzker nel 2004 e nel 2010 la rivista Time la include nelle 100 personalità più influenti nel mondo.

Dovendo sinitetizzare il lavoro di Hadid potremmo mettere in evidenza tre aspetti che sono comuni in tutte le sue opere. Ogni architetto lavori sugli spazi, ma Zaha Hadid ricerca spazi non convenzionali,che guardino all’integrazione con la natura,all’integrazione con I luoghi. Infatti gli studi svolti nelle scienze matematiche e maggiormente il suo interesse giovanile sui movimenti pittorici dell’astrattismo ,hanno portato l’architetto a vedere nelle forme una visione del mondo appunto non convenzionale e a progredire nel linguaggio architettonico. Il secondo aspetto e’quello del gioco dei contrasti di cui si serve per rafforzare gli spazi e le linee disegnate. Vi e’ un’ alternanza di spazi pieni e spazi vuoti, spazi aperti e chiusi, zone traslucide e opache. La terza chiave di lettura del lavoro di Hadid e’ la ricerca dell’íntegrazione con la natura. Puo’ sembrare strano, che un architetto cosi’ attento al rigore delle scienze matematiche possa nel contempo interessarsi alla natura, ma probabilmente e’ questa una carattristica di chi proviene dal mondo delle scienze e che abbraccia successivamente una disciplina diversa, come fosse un outsider; e’ la capacita’ di vedere oltre, di alimentare il suo immaginario.

“Entrando in uno spazio architettonico le persone dovebbero provare una sensazione di armonia come se stessero iin un paesaggio naturale”. Zaha Hadid

error: Content is protected !!