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Terme di Caracalla: un itinerario architettonico per le grandi terme di Roma

Roma Terme

Terme di Caracalla: un itinerario architettonico per le grandi terme di Roma

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Alla scoperta delle Terme di Caracalla attraverso percorsi e itineari architettonici nella Roma archeologica.

Con questo articolo il team di arkeytecure inaugura nuovi percorsi e itineari architettonici nella Roma archeologica.

Le Terme di Caracalla, nell’antichità Thermae Antoninianae, sono un esempio grandioso e ben conservato di edificio termale romano di età imperiale; solo le successive terme di Diocleziano le superarono di dimensioni.

L’edificio si iniziò a costruire, sulle pendici del piccolo Aventino, nel 212 d.C. per volere dell’imperatore Caracalla e venne dedicato nel 216 d.C. Il recinto esterno venne invece costruito dai suoi successori Elagabalo e Alessandro Severo tra il 222 e il 235 d.C.

Le Terme di Caracalla occupano una superficie totale di 337 x 328 m e sono formate da un corpo centrale (le terme vere e proprie) circondato da un giardino delimitato da un portico, oggi solo parzialmente conservato. Nel lungo itinerario architettonico delle terme di Caracalla sul lato di fondo del portico, sotto una esedra schiacciata, c’era la grande cisterna che alimentava l’edificio tramite l’acquedotto dell’Aqua Antoniniana Iovia, ramo dell’acqua Marcia costruito appositamente per l’approvvigionamento idrico di queste terme. Ai lati della cisterna erano due sale absidate con probabile funzione di biblioteche.

La disposizione interna dell’edificio prevedeva nel corpo centrale la successione di calidarium, tepidarium, basilica e natatio, mentre ai lati erano due file di ambienti, collocati simmetricamente, che andavano dall’apodyterium alle sale riscaldate.

Il monumento era impreziosito da una ricca decorazione composta da marmi parietali, pavimenti in marmi orientali e mosaici in pasta vitrea, il tutto concluso da un grande quantitativo di statue, gruppi colossali e stucchi. Durante gli scavi, iniziati nel XVI sec., si rinvennero molti degli elementi decorativi delle terme tra cui il famosissimo gruppo scultore del Toro Farnese, l’Ercole Farnese, il mosaico policromo degli atleti e le splendide vasche in granito oggi ubicate in piazza Farnese a Roma. Opere d’arte di altissimo livello che ci confermano ancora una volta la grandiosità delle terme di Caracalla.

Nella parte sotterranea dell’edificio erano ubicati una serie di ambienti di servizio suddivisi in due livelli. In quello più basso era il sistema di approvvigionamento/smaltimento idrico necessario al corretto funzionamento dell’edificio, mentre nel piano superiore erano depositi di legname, forni e caldaie. Durante gli scavi realizzati agli inizi del 1900 si rinvenne inoltre, proprio in questi sotterranei, uno dei mitrei più grandi dell’antica Roma.

L’edificio termale cessò di funzionare nel 573 d.C. in seguito alla decisione del re ostrogoto Vitige di tagliare gli acquedotti (durante la guerra gotica tra Vitige e Bellisario).

Il monumento ha subito nel corso dei secoli numerosi restauri e rifacimenti e dopo il suo abbandono è stato utilizzato come vera e propria “cava” di materiali architettonici riutilizzati in diversi edifici ed anche come vera e propria “calcara”. Nonostante ciò nell’itinerario che vi abbiamo proposto possiamo ancora apprezzare le sue eccezionali caratteristiche architettoniche ben visibili, ad esempio, nel grande calidarium circolare coperto da un’ampia cupola poggiata su otto pilastri, che riceveva luce grazie a una doppia fila di finestre che assicuravano la giusta illuminazione all’ambiente per tutta la giornata.

L’itinerario architettonico delle terme di Caracalla vi ha portato , con i grandi ambienti decorati, le maestose volte, il ricco apparato scultoreo, costituiscono uno dei migliori esempi della grande abilità costruttiva romana e ci consentono inoltre di comprendere appieno quale fosse l’importanza collettiva di questi luoghi termali, non solo destinati alla cura del corpo ma deputati anche alla lettura e alla socializzazione tra i numerosi frequentatori che ogni giorni vi si recavano.

 

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