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Ponte Milvio: una storia antica per un ponte ancora attuale

Ponti Roma

Ponte Milvio: una storia antica per un ponte ancora attuale

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Ed eccoci giunti ad un’altra puntata del nostro racconto dei ponti di Roma e con questo articolo ci dedichiamo proprio a uno dei più antichi: Ponte Milvio.

Il ponte infatti era proprio uno dei primi realizzati per permettere il superamento del fiume Tevere, e in un primo momento fu realizzato mediante una struttura in legno.

Come già spiegato però questa scelta non risultava molto resistente in caso di piene del Tevere, e quindi fu ben presto sostituito già in epoca romana da un ponte in pietra.

Difficile risulta capire quanto resti di questa struttura originaria nella configurazione che si presenta a noi oggi per via di tutte le modifiche e le stratificazioni che il ponte porta su di sè.

Probabilemente del ponte romano rimangono le tre arcate centrali, ma molte furono le modifiche in epoca medioevale, seguirono ulteriori interventi di modifica e di sistemazione del ponte.

Un restauro famoso fu quello realizzato nel 1805 da Valadier, che rirpistinò le arcate alle estermità che risultavano essere state sostituite da dei ponti levatoi in legno e con l’occasione rivide il ponte in veste neoclassica addirittura aggiungendo una torretta.  e

Il 1849 segnò un’altra tappa fondamentale nella storia di Ponte Milvio: fu infatti fatto saltare da Garibaldi con lo scopo di rallentare l’avanzata delle truppe francesi. La ferita fu però sanata rapidamente, l’anno successivo infatti Papa Pio IX ne ordinò il restauro e che porterà all’attuale configurazione. Oggi Ponte Milvio si presenta come un ponte a sei campate lungo complessivamente 152 metri e largo 7,5 metri. Ha la particolarità di avere all’interno dei piloni delle aperture ad arco che permettono un migliore scorrimento delle acque del Tevere in caso di piena del fiume.

Il ponte risulta particolarmente importante per la storia di Roma Perchè pare che proprio qui l’imperatore Costantino, nella sua battaglia contro Massenzio ebbe la visione della Croce con la scritta In hoc signo vinces che lo spingerà alla vittoria e  alla integrazione dei cristiani.

Ancora oggi Ponte Milvio però ha una sua particolare attrattiva per i turisti dovuta ad un romanticismo di genesi recente, infatti a causa di un romanzo di Moccia, il ponte è diventato famoso per l’abitudine di lasciare un lucchetto attaccato ai lampioni di questo ponte quale pegno d’amore. La pratica è diventata così tanto diffusa da avere conseguenze tragicomiche: uno dei lampioni infatti è stato costretto a piegarsi sotto il peso di tanto sentimento crollando rovinosamente e ponendo fine a questa moda.

A parte questi episodi, il ponte oggi è chiuso al traffico e passeggiarvi permette una interessante e suggestiva vista sul Tevere che non è possibile perdersi!

 

 

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