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Luigi Moretti: un romano trapiantato a Milano

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Luigi Moretti: un romano trapiantato a Milano

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Luigi Moretti è un architetto romano che lì si formò e salì alla ribalta delle cronache.
Nato, cresciuto e formato nell’ambiente romano, Luigi Moretti si laureò a soli 23 anni e lavorò subito dopo il conseguimento della laurea presso l’università come assistente alla cattedra di restauro di Gustavo Giovannoni, esponente di spicco della cultura accademica di allora.

La sua carriera universitaria si concluse dopo qualche anno e Moretti cominciò a dedicarsi ai concorsi di architettura.

La sua carriera ebbe una svolta quando nel 1933 fu nominato direttore dell’Ufficio Tecnico dell’Opera Nazionale Balilla, ruolo grazie al quale ebbe modo di occuparsi della progettazione e della realizzazione di molte case della gioventù.

Luigi Moretti in quegli anni ebbe modo di lavorare molto per il regime fascista, di cui era un profondo sostenitore: partecipo’ infatti alla progettazione dell’Eur, capolavoro la sua impronta al foro italico con ad esempio la Casa delle Armi.

La sua vicinanza al fascismo però gli costò caro; infatti per le sue attività di vicinanza al fascismo, venne arrestato e trasferito nel carcere di San Vittore.

Il periodo del dopoguerra per Moretti segna il suo periodo milanese. Infatti proprio durante la prigionia nel carcere di questa città ebbe modo di conoscere una persona, il conte Fossataro,  con cui fondò una società che ebbe un ruolo non secondario nelle ricostruzioni post-belliche della città lombarda.

Qui ebbe modo di sperimentare un linguaggio assolutamente inedito nel complesso per uffici e abitazioni di corso Italia, e anche di affrontare temi abitativi nuovi con la casa-albergo di Via Corridoni, edificio quest’ultimo che ritroviamo anche come sfondo di alcuni film neorealisti.

Accanto all’esperienza milanese però riprese anche il suo rapporto con Roma e la sua costa, straordinaria ad esempio è la villa “la Saracena” a Santa Marinella, edificio in cui la forma e l’uso della luce risente fortemente della passione per il barocco romano del suo progettista.

Moretti era un uomo colto che amava molto Borromini, scrisse moltissimo e i suoi testi raccontano di una architettura in cui la spazio inteso come alternanza di pieni e vuoti, uno spazio scultoreo domina con grande prepotenza.

La sua fortuna critica risale però solo agli anni più recenti, il suo non rinnegare mai il fascismo ebbe infatti la conseguenza di renderlo inviso a quella critica architettonica di sinistra che dominò il panorama del secondo dopo guerra.

Moretti in realtà oggi ci appare in tutta la sua straordinaria figura di progettista e di teorico che ha regalato all’Italia moltissimi edifici interessanti. Qui vi parleremo di alcuni di essi… scopriteli con noi!

Una piccola curiosità per chiudere: negli anni 60 e 70 lavorò tantissimo anche all’estero. In particolare in Canada e in Kuwait, ma anche negli Stati Uniti. Proprio qui realizzo il complesso del Watergate a Washington, proprio quello del famoso scandalo che costo la presidenza a Nixon… chi l’avrebbe mai detto che anche qui c’era lo “zampino” di un italiano?

 

 

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