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L’Auditorium della Musica: un tempio moderno firmato da Piano

Moderno Roma

L’Auditorium della Musica: un tempio moderno firmato da Piano

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Il percorso per le architetture contemporanee di Roma non poteva non comprendere l’ Auditorium della Musica che porta la firma di Renzo Piano.

Questo è frutto di un concorso internazionale bandito nel 1993 che visse vincitore proprio l’architetto italiano e che presentò un progetto per la realizzazione di sale da concerti e il parco annesso.

Per affrontare un tema progettuale tanto complesso, Piano si avvalse della collaborazione di esperti di acustica e anche di un architetto paesaggista (Franco Zagari) per il disegno del parco.

L’ Auditorium della musica è costituito sostanzialmente da tre sale per le rappresentazioni che dall’esterno appaiono quasi come tre grandi scarabei con un rivestimento metallico che ne costituisce l’imponente guscio. Il resto degli spazi è dedicato alle sale prova, studi di registrazione, completati da un teatro all’aperto che può accogliere fino a tremila spettatori.

La storia della sua realizzazione assume però un percorso travagliato, un episodio su tutti: come spesso succede a Roma, gli scavi per la realizzazione portarono alla scoperta di reperti archeologici che obbligarono a una revisione del posizionamento dei diversi elementi costituenti il complesso.

L’Auditorium della Musica si inserisce nel quartiere Flaminio, non lontano dal MAXXI. Il quartiere si dota quindi di nuove attrezzature per la cultura.  Il comune di Roma porta dunque a tre gi auditorium della  citta’ ,  il primo celebre di S. Cecilia,  l’Auditorium di Piano e un terzo piu’ piccolo, l’auditorium di via. Manzoni.

L’Auditorium della Musica  si presenta in maniera imponente e cerca un’integrazione e una connessione con il contesto intorno. Svolge questo lavoro anche con la dinamicita’ del Maxi che in linea d’aria dista veramente poco. In questo lavoro ottimamente svolto dalle due strutture , sembra prevalere una caratteristica; nell ‘auditorium  i frequentatori affollano, la piazza antistante il museo che li conduce agli ingressi delle sale ,nelle ore serali,  nelle ore diurne e spesso il sabato mattina negli spazi del Maxi. In questa sorta di suddivisione dei compiti il quartiere ne guadagna. Ne guadagna tutta Roma , avere tre  grandi firme se includiamo anche il palazzetto di Nervi  a distanza di 200  metri si puo’  considerare un record.

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