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Ponte Tor di Quinto: una grande opera per le Olimpiadi del ’60

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Ponte Tor di Quinto: una grande opera per le Olimpiadi del ’60

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Il Ponte Tor di Quinto è uno dei più settentrionali dei ponti del Tevere.
Si colloca in un quartiere che fino agli anni 30-40 era considerato molto periferico. Si trattava di una zona con forte vocazione agricola, una zona popolare che proprio in virtù della vicinanza con le zone contadine ancora presenti a nord della capitale permetteva uno stile di vita più campagnolo.
Il Ponte Tor di Quinto quindi va ad inserirsi un un quartiere in cui la spinta dell’urbanizzazione arrivò verso la fine degli anni ‘5o ed ebbe il pieno boom nei decenni successivi.
Il ponte in particolare si inserisce nei lavori che coinvolsero Roma per le Olimpiadi del 1960.
Il ponte Tor di Quinto di dimostra un esempio dell’ingegneria del calcestruzzo armato, il ponte infatti si presenta di notevoli dimensioni, caratterizzato da una carreggiata a 6 corsie e da una struttura in cemento armato costituita da 7 arcate di quella centrale permette lo scavalcamento del fiume con una lunghezza complessiva di poco meno di 72 metri.
Il Ponte Tor di Quinto rientra in una serie di interventi di urbanizzazione relativi all’espansione della città nel dopoguerra e si pone in particolare (dato l’evento che ne ha decretato la nascita) come snodo di collegamento tra gli impianti sportivi dell’Acqua Acetosa e la nuova Via Olimpica (o Via del Foro Italico) rientrando a pieno nelle nuove infrastrutture di una città in piena ricrescita dopo l’incubo della guerra.
Il Ponte Tor di Quinto è un simbolo quindi della Roma che si riprende e si mette in lustro per una nuova grande avventura che la ripropone sulle scene mondiali!

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