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La fontana delle tartarughe: una fontana cinquecentesca dal cuore antico

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La fontana delle tartarughe: una fontana cinquecentesca dal cuore antico

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La fontana delle tartarughe sorge nel cuore di Roma, in Piazza Mattei. Si tratta di una fontana della seconda metà del Cinquecento ed è in qualche modo parente della più nota fontana di Trevi e non per motivi stilistici o di paternità.

La fontana delle tartarughe come la fontana di Trevi infatti è una di quelle fontane alimentate dall’acqua canalizzata dall’acquedotto romano chiamato acquedotto dell’Acqua Vergine. Questo è l’unico acquedotto romano ancora funzionante e, voluto da Agrippa, le sue acque alimentano ancora oggi quasi tutte le grandi fontane del centro storico di Roma (oltre alla fontana delle tartarughe e alla fontana di Trevi, si aggiungono la fontana di Piazza Navona, la Barcaccia del Bernini, ecc…).

Le acque che la alimentano affondano quindi le loro radici in venti secoli di storia e in una leggenda. Il nome infatti di acquedotto dell’Acqua Vergine sembra legato al fatto che fu proprio una vergine ad indicare ai soldati incaricati da Agrippa il luogo esatto dove trovare le fonti per alimentare questa grande opera.

Un cuore antico quindi per la fontana delle tartarughe che venne realizzata proprio a seguito di lavori di restauro e canalizzazione avvenuti nel 1570 sulle acque dell’acquedotto dell’Acqua Vergine. Le nuove ramificazioni dovevano servire anche una zona di mercato vicina, ma su pressione del nobile Mattei la fontana fu realizzata nella piazza oggi omonima nei pressi del palazzo di sua proprietà.

La fontana quindi trova realizzazione negli anni tra il 1581 e il 1588 sulla base di un progetto di Giacomo della Porta, scultore ad architetto, magistro comacino e arrivato a Roma dove fu anche allievo di Michelangelo.

La fontana si compone di una vasca quadrata con all’interno quattro conchiglie che raccolgono l’acqua che fuoriesce dalla bocca di quattro delfini; in mezzo a queste c’è una specie di vaso che regge un’ulteriore vasca ed il tutto è completato dalle statue di quattro efebi in bronzo che con il piede sui delfini distendono la mano verso il bordo del catino superiore. Il nome di fontana delle tartarughe deriva invece dalla presenza, sempre sul bordo della vasca superiore, di quattro tartarughe che sono state collocate probabilmente in un intervento successivo del 1658 forse ad opera di Gian Lorenzo Bernini.

La particolarità che colpisce di questa fontana è la ricchezza dei materiali che la compongono, infatti ogni parte è costituita da una tipologia di marmo diversa, troviamo quindi del marmo africano, del travertino, del marmo bigio… insieme che con la sua policromia caratterizza una fontana che si distingue di molto da quelle dello stesso periodo.

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