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Il palazzo delle Esposizioni: capolavoro neoclassico

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Il palazzo delle Esposizioni: capolavoro neoclassico

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Il Palazzo delle Esposizioni a Roma è uno degli edifici che fu costruito per attrezzare la città a diventare capitale del Regno d’Italia ed è costruito su una nuova importante arteria: Via Nazionale.

Dopo l’Unità d’Italia nel 1861 infatti inizialmente la capitale divenne Torino, per poi passare a Firenze e solo nel 1871 la capitale divenne Roma.

A quel punto la città dovette attrezzarsi con infrastrutture e una urbanistica adeguate al suo nuovo ruolo di capitale. Roma quindi si trasformò per svolgere al meglio il suo nuovo ruolo istituzionale.

Una di queste opere infrastrutturali fu proprio il tracciamento della nuova Via Nazionale che collega Piazza della Repubblica con l’Esedra e la fontana della Naiadi con il cuore del centro storico e il Campidoglio.

Questa via permetteva inoltre il collegamento del centro con la nuova stazione.

La nuova strada venne destinata a abitazioni per la nuova borghesia e ad edifici pubblici importanti: il Palazzo delle Esposizioni, il Teatro Eliseo e il Palazzo Koch sede della Banca d’Italia.

Il Palazzo delle Esposizioni è un edificio neoclassico realizzato su progetto di Pio Piacentini (padre del Marcello Piacentini che avrà un ruolo primario nella determinazione della fisionomia della Roma Fascista) che risultò vincitore di un concorso apposito e che fu inaugurato nel 1883.

Il Palazzo delle esposizioni doveva essere un edificio totalmente dedicato alle Arti, ma non doveva essere un Museo, l’idea era quella di realizzare un edificio per esporre la produzione artistica corrente, senza però dimenticare il dialogo con la tradizione artistica italiana tanto cara e presente a Roma, il modello era chiaramente quello delle grandi capitali europee.

Grande dibattito si sviluppò intorno allo stile che doveva avere questo edificio, in quel periodo infatti si cercava di individuare quello che poteva essere la corretta rappresentazione di uno stile nazionale  e ovviamente i riferimenti risultarono essere gli stili classici.

Il Palazzo delle Esposizioni subì però delle trasformazioni anche importanti nella sua storia successiva, soprattutto negli anni ’30 del 900 il suo aspetto passatista ed accademico non risultava idoneo alle nuove esigenze del governo fascista che eliminò alcune parti dell’edificio originale e ne modificò gli interni per adeguarlo alle nuove esigenze (aumento delle sale espositive, inserimento degli ascensori,…)

Negli ultimi decenni è stato oggetto di interventi di restauro che hanno in parte cercato di ritrovarne l’assetto originario e al contempo di aggiornarlo alle nuove visioni dell’arte legate alla realtà contemporanea.

Ancora oggi visitabile e dedicato ancora oggi al tema delle arti nelle sue svariate forme espressive, mantiene la possibilità di vivere uno spazio centrale aperto a tutti e collegato alla strada, una sorta di piazza coperta in continuum con l’esterno.

insomma uno spazio ancora oggi al servizio della Capitale, da vivere e visitare per uno sguardo sull’arte contemporanea.

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