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Gian Lorenzo Bernini: un prescelto per la Roma barocca

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Gian Lorenzo Bernini: un prescelto per la Roma barocca

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Ed eccoci arrivati all’articolo dedicato all’altro protagonista del panorama della Roma Barocca. Questo periodo infatti vede emergere in maniera prepotente la figura di Gian Lorenzo Bernini sul rivale Borromini.

Bernini è anch’esso figlio d’arte, ma a differenza di Borromini, che arriva da una famiglia di costruttori, Gian Lorenzo Bernini è figlio di un artista. Infatti il padre era un pittore e scultore che approdò alla corte romana quando il figlio era ancora molto piccolo.

Bernini mosse da subito i primi passi nel settore artistico del padre, fin da giovane realizzò infatti gruppi scultorei che apparirono subito come capolavori, un esempio per tutti è il suo Apollo e Dafne.

A differenza di Borromini e grazie alle conoscenze del padre e dei suoi protettori in ambito clericale, Bernini trovò subito terreno fertile per le sue grandissime capacità.
Bernini possedeva un grande talento e anche un carattere molto estroverso che gli facilitava le relazioni nell’ambiente romano. Divenne immediatamente il pupillo di Urbano VIII che trovò proprio nelle capacità e nell’attitudine di Bernini il braccio ideale per la realizzazione del suo ideale di Chiesa. Questo Papa infatti voleva dare nuova forma all’architettura del papato e commissionò a Bernini moltissime opere tra cui il baldacchino sopra l’altare della Basilica di San Pietro.

La visione del Bernini collega fortemente la scultura all’architettura e le sue visioni plastiche caratterizzano profondamente tutte le sue opere. Questo aspetto e la sua attività da scultore impareggiabile lo aiutarono ad alimentare la sua fama, a discapito del rivale Borromini.

Fu sempre ammirato e protagonista privilegiato del panorama romano a cui vennero commissionate anche innumerevoli fontane. Ebbe solo un piccolo periodo buio legato alla presenza sullo scranno papale di Innocenzo X che era molto più sobrio e austero.

Per fortuna però questo papato durò solo 11 anni (1644-1655) e con il successore Alessandro VII vennero riattivati i grandiosi progetti urbanistici che riportarono Bernini in primo piano.
Ebbe così modo di realizzare ancora gioielli dell’architettura barocca tra cui il colonnato di Piazza San Pietro.

Quando morì nel 1680 venne sepolto con tutti gli onori e tumulato nella Basilica di Santa Maria Maggiore, surclassando anche in questo caso il rivale che accusato di suicidio venne sepolto senza onori.

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