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Como: un itinerario nella culla del razionalismo

architetture fuori porta Como

Como: un itinerario nella culla del razionalismo

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Ecco un piccolo progetto pensato per arricchire un po’ di più le esperienze dei nostri lettori.

Abbiamo pensato che per capire meglio l’architettura di Roma e italiana in generale fosse possibile proporre dei piccoli approfondimenti dedicati anche ad altre città.

Ecco allora che partiamo con queste piccole digressioni dedicate a quella che abbiamo chiamato “architetture fuori porta” partendo dalla città di Como.

Questo capoluogo lombardo infatti rappresenta una città che è necessario visitare se si vuole approfondire il tema del razionalismo italiano.

La storia del razionalismo nel nostro Paese infatti trova nascita in territorio lombardo introno ad un gruppo di studenti laureeati al Politecnico di Milano negli anni 20 e riuniti insieme nel Gruppo 7 e successivamente nel MIAR (Movimento Italiano di Architettura Razionale).

Tra questi ex studenti troviamo Luigi Figini, Adalberto Libera, Gino Pollini, Guido Frette, Sebastiano Larco e Carlo Enrico Rava e il comasco Giuseppe Terragni.

Questi ragazzi idealisti, nel 1926, pubblicarono una serie di articoli sulla rivista di architettura Rassegna Italiana che contenevano al loro interno i principi del razionalismo italiano, che guardando a ciò che stava succedendo all’estero, proponevano un ritorno all’ordine e al rigore, un abbandono degli orpelli e una nuova spinta per l’architettura italiana.

In particolare Giuseppe Terragni risulto essere un personaggio di spicco del gruppo, un architetto formidabile che aprì il proprio studio appena ventitreenne e che, pur morendo giovanissimo (a soli 39 anni), ha regalato alcuni edifici divenuti rappresentativi del razionalismo italiano.

Questi edifici sorgono quasi tutti nel territorio comasco, ambito dove Terragni visse e operò maggiormente. Tra questi proprio nella città di Como possiamo ricordare: il Novocomum (1927-1929), la Casa del Fascio (1936), l’Asilo Sant’Elia (1936-1937).

L’esempio di Terragni e le sue teorie razionaliste, trovano però nella città di Como un certo riscontro. La cittadina risulta quindi diventare terreno fertile per sperimentazioni di questo linguaggio architettonico inteso soprattutto come rappresentazione fisica di una spinta innovatrice e che permettesse con alcune architetture significative di preparare la città alla modernità comunque dialogando con il passato.

Ecco allora che la città di Como oltre alle opere di Terragni presenta altri interessanti esempi di razionalismo come lo stadio Sinigaglia, la Canottieri Lario dell’ingegnere Gianni Mantero.

A fianco a Terragni poi si muovono altri architetti comaschi come ad esempio Pietro Lingeri, anch’egli coinvolti in progetti del collega di maggior fama e in prima linea in sperimentazioni interessanti come alcune residenze sul lago e delle case per artista sull’Isola Comacina di forte ispirazione Lecorbuseriana.

Insomma. un approfondimento dell’architettura razionalista italiana non può non passare da Como e la visione e conoscenza delle opere di Terragni sono fondamentali per comprendere sviluppi sia dell’architettura italiana sia di quella internazionale.

Ad esempio Terragni è uno dei riferimenti architettonici da cui si sviluppa il linguaggio post-moderno di un architetto come Peter Eisenman ( si guardino ad esempio alcune sue case americane che partono proprio dalla decostruzione del modello di Terragni).

Insomma Como rappresenta la culla del razionalismo e rappresenta una meta imprescindibile. Compito nostro darvi qualche indicazione in più sulle architetture da vedere….

 

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